La stagione “Incontri Musicali 2026”, promossa dall’Università di Foggia in collaborazione con l’ARCoPu - Associazione Regionale Cori Pugliesi, ha inaugurato il proprio percorso musicale presso il Dipartimento di Studi Umanistici di Foggia con due appuntamenti che hanno già delineato con chiarezza l’identità culturale della rassegna: la musica come spazio di incontro tra tradizioni, linguaggi e comunità.
Jazz & Blues, contaminazioni sonore - 26 febbraio 2026
Il concerto inaugurale ha esplorato uno dei territori più fertili della musica moderna: l’universo delle contaminazioni tra jazz e blues, generi che, per loro natura, sono nati dall’incontro di culture e dall’intreccio di storie sociali e musicali differenti.
Il quartetto composto da Mara De Mutiis (voce), Felice Lionetti (pianoforte), Gianni Mastrangelo (contrabbasso) e Antonio Cicoria (batteria) ha guidato il pubblico in un percorso che ha attraversato le radici afroamericane del blues fino alle trasformazioni stilistiche del jazz contemporaneo.
La voce di Mara De Mutiis ha rappresentato il fulcro espressivo della serata, dialogando con un accompagnamento strumentale capace di alternare momenti di lirismo a sezioni più ritmicamente incisive. Il pianoforte di Felice Lionetti ha costruito architetture armoniche raffinate, sostenute dalla solidità del contrabbasso di Gianni Mastrangelo e dalla dinamica pulsazione ritmica di Antonio Cicoria.
Il risultato è stato un concerto che ha restituito la dimensione interculturale e trasformativa del jazz, mostrando come questo linguaggio musicale continui a evolversi attraverso incontri, scambi e reinterpretazioni. Un’apertura coerente con il tema della rassegna – Armonie globali – che ha posto l’accento sulla musica come spazio di libertà creativa e di dialogo tra tradizioni.
Orizzonti corali europei - 5 marzo 2026
Il secondo appuntamento della stagione ha spostato l’attenzione verso il repertorio vocale con “Orizzonti corali europei”, un viaggio tra identità musicali e tradizioni corali del continente.
Protagonista della serata è stato il coro La Chorus, diretto da Alessandro Fortunato, che ha proposto un programma capace di intrecciare tradizione e linguaggi contemporanei, mettendo in evidenza la ricchezza del patrimonio corale europeo.
Attraverso un repertorio variegato, il concerto ha mostrato come la coralità rappresenti una delle forme più profonde di espressione collettiva: il coro non solo come insieme di voci, ma come metafora di una comunità che dialoga, in cui ogni timbro contribuisce alla costruzione di un equilibrio sonoro condiviso.
La direzione di Alessandro Fortunato ha valorizzato la varietà espressiva del gruppo, alternando momenti di intensa densità armonica a passaggi più leggeri e luminosi. Il risultato è stato un percorso musicale che ha evidenziato le diverse identità culturali presenti nella tradizione corale europea, dimostrando al tempo stesso la capacità della musica di superare confini linguistici e geografici.