Foggia celebra il prog italiano: applausi per Il Balletto di Bronzo e Osanna a “La città che vorrei”
Il Balletto di bronzo e Osanna
Laura Marinaccio

Due serate all’insegna della grande musica d’autore e del rock progressivo italiano hanno chiuso uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione “La città che vorrei”, promossa dall’Università di Foggia in collaborazione con il Comune di Foggia. L’Aula Magna “Valeria Spada” si è trasformata, nel fine settimana del 16 e 17 maggio, in un luogo di incontro tra generazioni, memoria musicale e sperimentazione artistica, grazie ai concerti di due band leggendarie della scena prog nazionale: Il Balletto di Bronzo e Osanna.

La rassegna, inserita nel programma culturale de “La città che vorrei”, ha rappresentato non soltanto un momento di spettacolo, ma anche un’occasione di riflessione sul valore della cultura come strumento di crescita collettiva e partecipazione, soprattutto per le nuove generazioni.

Il Balletto di Bronzo: il fascino visionario del prog

La prima delle due serate ha visto protagonista Il Balletto di Bronzo, formazione storica nata nei primi anni Settanta e considerata ancora oggi una delle espressioni più innovative e radicali del progressive rock italiano. Sul palco foggiano la band ha riproposto le atmosfere intense e teatrali che ne hanno fatto un punto di riferimento internazionale del genere.

Guidato storicamente da Gianni Leone, il gruppo ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana grazie a composizioni complesse, ricche di sperimentazione e suggestioni visionarie. Il loro album “YS”, pubblicato nel 1972, è considerato un autentico capolavoro del progressive mondiale e continua ancora oggi a essere celebrato da appassionati e collezionisti.

Il concerto del 16 maggio ha riportato il pubblico dentro quelle sonorità dense e magnetiche che hanno segnato un’epoca, dimostrando come il linguaggio del prog possa ancora parlare con forza al presente. Lunghi applausi e grande partecipazione hanno accompagnato l’esibizione, confermando il forte legame tra la band e gli appassionati del genere.

Osanna e il viaggio tra rock, teatro e Mediterraneo

La seconda serata ha invece visto salire sul palco gli Osanna, altra formazione simbolo del progressive italiano, nata a Napoli nel 1971 e diventata celebre per la capacità di fondere rock, jazz, tradizione mediterranea e teatralità.

Prima del concerto è stata proposta la proiezione del film “Milano calibro 9: le ore del destino” di M. Deborah Farina, con la presenza dell’autrice in sala. Un momento particolarmente significativo, che ha introdotto il pubblico all’universo artistico della band e alla storica collaborazione con il compositore Luis Bacalov.

Guidati dalla storica voce di Lino Vairetti, gli Osanna hanno regalato una performance intensa e coinvolgente, ripercorrendo alcuni dei brani più celebri della loro carriera, tra cui le musiche di “Preludio, tema, variazioni e canzona”, colonna sonora del film “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo.

La band napoletana, considerata una delle esperienze più creative del rock italiano, ha costruito negli anni una cifra stilistica unica, caratterizzata da contaminazioni musicali, forte impatto scenico e richiami alla cultura partenopea. Album come “Palepoli” restano ancora oggi pietre miliari del progressive europeo.

Cultura, memoria e partecipazione

I due concerti hanno rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intera manifestazione, richiamando pubblico, appassionati e curiosi attorno a un patrimonio musicale che continua a esercitare fascino e influenza anche sulle nuove generazioni.

Attraverso la musica e i linguaggi artistici, “La città che vorrei” ha confermato la propria vocazione a essere uno spazio di confronto culturale e partecipazione attiva, capace di unire memoria storica e nuove sensibilità. Le esibizioni de Il Balletto di Bronzo e degli Osanna hanno così trasformato il palco dell’Università di Foggia in un ponte ideale tra passato e presente, celebrando una delle stagioni più innovative della musica italiana.