Fine vita e diritto: a Foggia il confronto tra accademia e Corte costituzionale

Evento organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza con il contributo della Regione Puglia

Fine vita e diritto
Sara Perrella

Si è svolta mercoledì 18 febbraio, nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza “F.M. Silla” dell’Università di Foggia, la Tavola Rotonda dal titolo “Fine vita e diritto – Un dialogo con Francesco Viganò”. Un appuntamento che ha riunito studiosi e studiose di diverse aree del sapere giuridico per interrogarsi su uno dei nodi più delicati e controversi dell’ordinamento contemporaneo: il governo pubblico delle scelte di fine vita.

Ospite d’eccezione il Prof. Francesco Viganò, Vice Presidente della Corte Costituzionale e Ordinario di Diritto penale presso l’Università Bocconi, che ha offerto una riflessione ampia e rigorosa sull’evoluzione della giurisprudenza costituzionale in materia di fine vita. Il suo intervento ha ricostruito il quadro normativo e le principali pronunce che, negli ultimi anni, hanno inciso profondamente sul rapporto tra tutela del bene-vita, autodeterminazione individuale e limiti dell’intervento penale.

Attorno a lui, un parterre di autorevoli giuristi dell’Accademia italiana ha animato un dialogo interdisciplinare serrato. Il Prof. Emanuele Bilotti, Ordinario di Diritto privato presso l’Università Europea di Roma, ha posto l’accento sulle ricadute civilistiche delle scelte di fine vita, in particolare sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento.

Il Prof. Jlia Pasquali Cerioli, Ordinario di Diritto ecclesiastico all’Università degli Studi di Milano, ha affrontato il tema del principio di laicità e del pluralismo etico-religioso, evidenziando come il legislatore sia chiamato a muoversi in un contesto di profonde differenze valoriali.

La Prof.ssa Antonella Massaro, Associato di Diritto penale presso l’Università Roma Tre, ha analizzato i profili penalistici connessi al rifiuto delle cure, al suicidio medicalmente assistito e alla distinzione tra eutanasia attiva e passiva, sottolineando le tensioni tra legalità formale e giustizia sostanziale.

Il Prof. Fabrizio Politi, Ordinario di Diritto costituzionale e pubblico all’Università dell'Aquila, ha richiamato il ruolo delle Regioni e il complesso intreccio tra competenze legislative statali e regionali, soprattutto in materia sanitaria.

A moderare il confronto il Prof. Mauro Paladini, Vice Presidente della Scuola Superiore della Magistratura e Ordinario di Diritto privato all’Università degli Studi di Milano, che ha guidato il dibattito valorizzando i punti di convergenza e le divergenze interpretative emerse nel corso del pomeriggio.

Il filo conduttore dell’incontro è stato il tentativo di tenere insieme categorie giuridiche tradizionali e trasformazioni sociali e scientifiche. Dal primato costituzionale del bene-vita alla tutela della dignità e della qualità della vita, dal diritto alle cure al dovere di curare, fino al rifiuto dei trattamenti sanitari e al divieto di accanimento terapeutico: il fine vita si è rivelato, ancora una volta, terreno di confine tra etica, medicina e diritto.

Particolarmente significativa è stata la riflessione sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento, strumenti attraverso i quali l’ordinamento riconosce centralità alla persona, senza però rinunciare a un presidio di garanzia pubblica. Al contempo, il tema dell’obiezione di coscienza e quello delle cure palliative hanno evidenziato la necessità di politiche sanitarie capaci di coniugare rispetto delle convinzioni individuali e tutela dei soggetti più vulnerabili.

L’evento si è concluso con un momento di confronto con il pubblico. 

La Tavola Rotonda ha così confermato il ruolo dell’Università come luogo privilegiato di elaborazione critica e dialogo pluralista. In un ambito in cui le certezze sono poche e le sensibilità molteplici, il confronto tra saperi e istituzioni rappresenta non solo un esercizio accademico, ma un contributo essenziale alla maturazione civile del Paese.