Quando parliamo di violenza di genere, tendiamo spesso a confinare la questione nell'ambito della cronaca nera o del dibattito sociologico. Dimentichiamo, tuttavia, che esiste un luogo fisico e professionale in cui la ferita – invisibile o profonda – emerge per la prima volta: il presidio sanitario. È proprio qui che il ruolo del medico, del ginecologo e dell’ostetrica smette di essere esclusivamente clinico per diventare un atto di salvataggio umano e giuridico.
In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, il nostro Ateneo rinnova con forza il proprio impegno civile e scientifico. Giovedì 29 ottobre 2026, le aule del Dipartimento di Giurisprudenza ospiteranno l'incontro dal titolo “Violenza di genere: dal riconoscimento alla presa in carico. Il ruolo del ginecologo e dell’ostetrica nella rete sanitaria”, presieduto dal Prof. Luigi Nappi, Direttore della Struttura Complessa Universitaria di Ginecologia e Ostetricia I del Policlinico Foggia.
L'iniziativa si inserisce nel più ampio percorso promosso dall’Università di Foggia in sinergia con il Policlinico, sotto il coordinamento della Prof.ssa Annamaria Petito, delegata rettorale alle Politiche di genere e di inclusione. Ma non si tratta di un semplice simposio accademico. Questo appuntamento rappresenta una tassella fondamentale del progetto ministeriale CCM 2024 ("Gestione e coordinamento del primo intervento nei casi di violenza di genere"), volto a definire e strutturare linee di indirizzo nazionali per la formazione degli operatori di prima linea.
Riconoscere i segnali di un abuso, soprattutto quando si manifestano durante fasi delicate come la gravidanza o il puerperio, richiede molto più che competenza medica: richiede empatia, rispetto dell'esperienza traumatica e la capacità di stabilire un colloquio protetto e non giudicante.
Dalla gestione del primo intervento in Pronto Soccorso nei casi di violenza sessuale, fino al supporto nei consultori e lungo il percorso nascita, la figura dell'ostetrica e del ginecologo diventa lo snodo di una rete ben più complessa. L'evento proporrà un fondamentale confronto multidisciplinare in cui gli aspetti clinico-comunicativi si intrecceranno strettamente con i doveri medico-legali. Verranno affrontate le procedure cruciali per la raccolta e la conservazione delle tracce biologiche e la rigorosa gestione della "catena di custodia", indispensabile per garantire giustizia alla persona offesa.
Nessun professionista e nessun presidio ospedaliero possono agire da soli. Il valore aggiunto di questo convegno risiede nella volontà di saldare la continuità assistenziale tra il sistema sanitario e le risorse del territorio: centri Antiviolenza e Servizi Sociali, percorsi dedicati come il Codice Rosa, presidi di supporto psicologico e legale. Foggia diventa così sede e motore di un dibattito strategico su una vera e propria emergenza sanitaria e sociale. Come giornale universitario, non possiamo che rimarcare il valore etico di una formazione interdisciplinare che parte dalle nostre aule e dai nostri ospedali per restituire alla collettività professionisti della salute pronti, consapevoli e profondamente umani.
La lotta alla violenza sulle donne si vince con la legge, con la cultura, ma soprattutto con la capacità di non lasciare mai sola chi trova il coraggio di chiedere aiuto.
Oltre la cura, la protezione: l’Università di Foggia in prima linea contro la violenza di genere
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