Università e Policlinico di Foggia, tre appuntamenti per rafforzare la cultura della prevenzione e della cura

Dalla formazione dei professionisti sanitari alla medicina di genere, fino ai modelli integrati di tutela: un percorso condiviso per promuovere consapevolezza e contrastare la violenza di genere.

Policlinico Riuniti di Foggia e Unifg
Laura Marinaccio

La capacità di riconoscere i segnali della violenza, comprendere le condizioni che possono esporre le persone a situazioni di vulnerabilità e costruire percorsi di assistenza efficaci richiede competenze diverse e un confronto costante tra professionisti. È da questa consapevolezza che nasce l'iniziativa promossa dall'Università di Foggia in collaborazione con il Policlinico di Foggia, che tra ottobre e novembre propone tre occasioni di approfondimento dedicate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere.

Gli appuntamenti, coordinati dalla prof.ssa Annamaria Petito, delegata rettorale alle Politiche di genere e di inclusione, accompagneranno la comunità universitaria e sanitaria verso il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'obiettivo è mettere in relazione conoscenze scientifiche, pratica clinica e strumenti di protezione, valorizzando il contributo che la collaborazione tra università e sanità può offrire alla costruzione di risposte più consapevoli e coordinate.

Il percorso prenderà avvio il 29 ottobre 2026 con l'incontro «Violenza di genere: dal riconoscimento alla presa in carico. Il ruolo del ginecologo e dell'ostetrica nella rete sanitaria». L'attenzione sarà rivolta alle figure professionali che, nel contesto dell'assistenza ginecologica e ostetrica, possono trovarsi nella condizione di intercettare situazioni di violenza e favorire l'accesso a un aiuto concreto. Saper individuare i segnali, accogliere le richieste di sostegno e orientare verso i servizi competenti rappresenta, infatti, un passaggio importante per superare la dimensione del singolo intervento e attivare una rete di protezione capace di accompagnare la persona nel tempo.

Il secondo appuntamento, in programma il 5 e 6 novembre 2026, allargherà la prospettiva al rapporto tra differenze individuali, salute e accesso alle cure. Con «Medicina di genere e life course: nuove prospettive per una medicina personalizzata», la riflessione si concentrerà sull'importanza di considerare le caratteristiche biologiche e i fattori sociali e culturali che influenzano il benessere nelle diverse fasi della vita. La medicina di genere offre, in questo senso, strumenti per comprendere meglio bisogni e condizioni di vulnerabilità, contribuendo a rendere i percorsi assistenziali più attenti alle specificità delle persone e alle possibili disuguaglianze.

A chiudere il ciclo sarà, il 17 novembre 2026, l'incontro «Violenza di genere: prospettive interdisciplinari e modelli integrati di intervento, tutela e presa in carico». Il confronto sarà dedicato alla necessità di mettere in dialogo competenze e ambiti professionali differenti, affinché prevenzione, protezione e assistenza non procedano separatamente, ma concorrano alla costruzione di interventi coerenti. La complessità della violenza di genere richiede, infatti, risposte che sappiano superare i confini delle singole discipline e garantire continuità tra riconoscimento del problema, tutela e accompagnamento.

I tre incontri si inseriscono in una visione condivisa che attribuisce alla formazione e alla produzione di conoscenza un ruolo centrale nella promozione di una cultura del rispetto e dell'autodeterminazione. Come sottolinea la prof.ssa Annamaria Petito, il contrasto alla violenza passa anche attraverso il modo in cui si formano i professionisti, si organizzano i servizi e si riconoscono le situazioni di maggiore fragilità. La collaborazione con il Policlinico di Foggia consente di mettere in relazione l'esperienza accademica con quella assistenziale, favorendo un confronto nel quale l'ascolto e la tutela diventano responsabilità condivise.

Sul piano organizzativo, gli appuntamenti del 29 ottobre e del 17 novembre sono curati in collaborazione con il prof. Luigi Nappi, ginecologo e Principal Investigator del progetto CCM 2024 «Gestione e coordinamento del primo intervento nei casi di violenza di genere», nell'ambito del quale si collocano entrambe le iniziative. Gli incontri del 5 e 6 novembre sono invece organizzati congiuntamente con i professori Antonello Bellomo, docente di Psichiatria, e Francesco Sulla, docente di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione.

Attraverso questo programma, Università e Policlinico di Foggia rinnovano il proprio impegno nella diffusione di conoscenze e strumenti utili a riconoscere la violenza, prevenire le disuguaglianze e promuovere percorsi di cura e protezione. Un lavoro che guarda al 25 novembre, ma che punta soprattutto a consolidare una consapevolezza destinata a tradursi in pratiche quotidiane, dentro e fuori i contesti sanitari e universitari.