Il 28 febbraio 2026, nella suggestiva cornice di Palazzo Pesce a Mola di Bari, si terrà la presentazione della seconda edizione del volume Piero Delfino Pesce, Le due Rose. I dò Róse. Commedia in tre atti, Bari, Gelsorosso, 2026 (prima edizione 2017). Un appuntamento culturale di rilievo che restituisce centralità a un’opera significativa della tradizione teatrale pugliese, riportandola all’attenzione del pubblico e della comunità scientifica in una veste rinnovata.
La nuova edizione del volume rappresenta non soltanto una riproposizione editoriale, ma un vero e proprio lavoro di approfondimento critico e valorizzazione linguistica. La commedia in tre atti di Piero Delfino Pesce si inserisce nel solco della riscoperta del patrimonio letterario e dialettale del territorio, offrendo uno sguardo attento sia alla dimensione teatrale sia a quella filologica.
A conferire ulteriore prestigio all’iniziativa è la presenza qualificata dei docenti dell’Università degli Studi di Foggia, protagonisti del dibattito scientifico che accompagnerà la presentazione. L’evento sarà moderato dalla prof.ssa Tiziana Ingravallo, che guiderà il dialogo tra studiosi, istituzioni e pubblico, favorendo un confronto multidisciplinare sull’opera e sul suo contesto storico-culturale.
Interverrà inoltre il prof. Francesco Saverio Minervini, che ha contribuito alla redazione del volume con un saggio critico, offrendo un’analisi approfondita dell’opera e mettendone in luce i tratti distintivi sotto il profilo linguistico, letterario e identitario. La sua partecipazione sottolinea il ruolo dell’Università di Foggia come centro attivo nella ricerca e nella promozione degli studi umanistici, in particolare nell’ambito della valorizzazione delle tradizioni locali e delle espressioni dialettali.
La presentazione si configura così come un momento di incontro tra accademia e territorio, tra memoria e contemporaneità. In un luogo simbolico come Palazzo Pesce, spazio da sempre vocato alla cultura e alla musica, la commedia di Piero Delfino Pesce torna a vivere attraverso le parole degli studiosi e la condivisione con il pubblico, riaffermando l’importanza del teatro come strumento di identità e coesione culturale.
Un evento che promette di essere non solo una celebrazione editoriale, ma anche un’occasione di riflessione sul valore della ricerca universitaria e sul dialogo fecondo tra istituzioni accademiche e comunità locale.