Dal Codice Rosso ad oggi

Diritto, tutela e nuove sfide contro la violenza di genere

Dal codice rosso ad oggi
Sara Perrella

Lo scorso 16 marzo, presso il Dipartimento di Giurisprudenza, si è tenuto un importante seminario dedicato all’evoluzione normativa e alle buone pratiche nella lotta alla violenza maschile contro le donne. Un tema che, purtroppo, resta di stringente attualità e che richiede un dialogo continuo tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e mondo accademico.

L’evento, significativamente intitolato “Dal Codice Rosso ad oggi”, ha rappresentato un momento di confronto approfondito sulle trasformazioni legislative introdotte negli ultimi anni e sulle criticità ancora presenti nel sistema di tutela delle vittime.

L'evento ha evidenziato il ruolo centrale della formazione e della sensibilizzazione, strumenti fondamentali per costruire una cultura giuridica e sociale capace di prevenire e contrastare efficacemente ogni forma di abuso.

Uno dei momenti più rilevanti è stato l’approfondimento sull’evoluzione normativa a partire dal cosiddetto “Codice Rosso”, che ha introdotto corsie preferenziali per la trattazione dei reati di violenza domestica e di genere. L’analisi si è estesa fino alle più recenti disposizioni in materia di femminicidio, mettendo in luce progressi significativi ma anche margini di miglioramento, soprattutto sul piano dell’applicazione concreta delle norme.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema delle denunce e delle querele, spesso ostacolate da paura, isolamento e sfiducia nelle istituzioni. In questo contesto, è emersa la necessità di rafforzare i meccanismi di protezione e accompagnamento delle vittime sin dalle prime fasi del percorso giudiziario.

Tra i nodi centrali affrontati durante il seminario, l’importanza dell’ascolto della donna vittima di violenza. Un ascolto che deve essere competente, empatico e privo di giudizio, capace di evitare la cosiddetta vittimizzazione secondaria.

Le misure cautelari e di sicurezza sono state analizzate come strumenti essenziali ma non sempre sufficienti. La loro efficacia dipende infatti dalla tempestività dell’intervento e dalla capacità di valutare correttamente il rischio, un aspetto che richiede competenze specifiche e aggiornate.

Gli interventi hanno inoltre approfondito il tema delle indagini nell’ambito del Codice Rosso, evidenziando la complessità di raccogliere prove in contesti spesso caratterizzati da dinamiche relazionali intricate e da una forte componente psicologica.

Un focus particolare è stato dedicato alla valutazione del rischio, elemento chiave per prevenire escalation di violenza. La cornice giuridica di tale valutazione si intreccia con competenze criminologiche e psicologiche, rendendo evidente la necessità di un approccio integrato.

Infine, si è discusso dell’impatto dei procedimenti penali sul giudizio civile, soprattutto nei casi che coinvolgono figli minori. Il tema della violenza assistita ha aperto una riflessione sui sistemi di prevenzione e protezione dei minori, spesso vittime invisibili ma profondamente segnate da questi contesti.

A completare la giornata, una sessione pomeridiana di workshop ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con simulazioni pratiche di intervento e con strumenti concreti per la valutazione del rischio. Un passaggio fondamentale per tradurre la teoria in azione e migliorare l’efficacia degli interventi sul campo.

Il seminario ha confermato che, nonostante i progressi normativi, la lotta alla violenza di genere resta una sfida complessa. Servono leggi efficaci, ma anche formazione continua, risorse adeguate e, soprattutto, un cambiamento culturale profondo.

Solo attraverso un impegno condiviso e costante sarà possibile trasformare il diritto in uno strumento realmente capace di proteggere, prevenire e restituire dignità alle vittime.