Viviamo in un’epoca in cui la distinzione tra vita online e offline è ormai sfumata, trasformando la rete in un vero e proprio spazio civico. Eppure, abitare questo spazio in modo consapevole richiede molto più che saper utilizzare uno smartphone o navigare su un browser. La cittadinanza digitale è diventata una delle sfide educative più complesse e urgenti del nostro tempo. È in questo scenario che il Consiglio d'Europa ha chiamato a raccolta a Strasburgo le voci più autorevoli del continente per il 2° European Forum on Digital Citizenship Education. Tra queste, a tracciare nuove traiettorie di ricerca e innovazione, spicca il contributo dell’Università di Foggia, rappresentata dal Learning Sciences Institute (LSi).
Dal 27 al 29 maggio 2026, il prestigioso Palais de l’Europe ha fatto da cornice a un confronto di altissimo livello tra rappresentanti istituzionali, ricercatori, educatori e stakeholder della società civile. L'obiettivo? Riflettere sui paradigmi attuali e porre le basi per un ambizioso Piano d’Azione quinquennale (2027–2031) nell’ambito della Road Map del Consiglio d’Europa. Un percorso strategico, nato sulla scia dell’European Year of Digital Citizenship Education 2025, che mira a consolidare la cooperazione internazionale e a promuovere competenze digitali non solo tecniche, ma profondamente responsabili e democratiche.
In questo palcoscenico europeo, l’Università di Foggia ha portato una prospettiva innovativa e dirompente. Durante la Sessione V, dedicata ai nuovi approcci all’insegnamento e all’apprendimento, la professoressa Giusi Antonia Toto, coordinatrice del Learning Sciences Institute, ha guidato il workshop intitolato “Methodological and digital innovations for Self- Regulated Learning”. Il fulcro dell'intervento è stato l'utilizzo dell'eye tracking: una tecnologia avanzata che permette di analizzare i processi emotivi e attentivi degli studenti all'interno degli ambienti di apprendimento online.
Il messaggio portato dal team foggiano è chiaro e rivoluzionario: la cittadinanza digitale non può essere ridotta a un mero elenco di norme da rispettare o di abilità informatiche da acquisire. Essa deve necessariamente includere la dimensione emotiva, cognitiva e attentiva dell’interazione in rete. Attraverso la presentazione di dati oggettivi - come heatmap, tracciati di sguardo e casi studio specifici - i ricercatori dell'Ateneo hanno dimostrato come l’analisi dei pattern visivi possa rivelare dinamiche profonde legate al coinvolgimento e all'autoregolazione dello studente di fronte agli stimoli digitali.
Questo approccio metodologico non si limita a osservare il comportamento, ma apre la strada a una progettazione didattica più empatica e a misura di studente. Tuttavia, l'innovazione tecnologica porta con sé interrogativi ineludibili. Il workshop ha infatti stimolato un dibattito particolarmente partecipato e intenso sulle implicazioni etiche legate all’uso di tecnologie biometriche in ambito educativo. Come si bilancia la spinta verso metodologie didattiche sempre più personalizzate e all'avanguardia con la tutela della privacy e dei diritti fondamentali, specialmente quando si tratta di minori?
I partecipanti al Forum hanno convenuto sulla necessità urgente di stabilire linee guida europee condivise. Trasparenza, consenso informato e una rigorosa governance dei dati si configurano come pilastri imprescindibili per un'innovazione che voglia dirsi realmente etica e al servizio della persona.
Il Forum di Strasburgo si inserisce in un momento storico cruciale, ponendosi come tappa fondamentale verso l’adozione della nuova Road Map europea, prevista per dicembre 2026.
In questo contesto in divenire, il lavoro del Learning Sciences Institute non solo arricchisce il dibattito internazionale, ma posiziona l’Università di Foggia come un polo di eccellenza nella ricerca educativa. Il gruppo guidato dalla professoressa Toto dimostra come l'Ateneo sia in grado di dialogare alla pari con le istituzioni europee, portando una visione sistemica che intreccia armoniosamente ricerca neuroscientifica, riflessione pedagogica e progettazione
etica delle tecnologie.
Le ricadute di questo impegno vanno ben oltre i confini accademici. Per il territorio foggiano e per il sistema scolastico e universitario italiano, l'esperienza del LSi rappresenta un modello virtuoso di Terza Missione: la ricerca scientifica esce dai laboratori per tradursi in impatto sociale concreto, contribuendo a formare i cittadini di domani. Studenti e docenti diventano così protagonisti attivi di una transizione digitale che mette al centro l'umano.
Mentre l'Europa si prepara a varare le nuove direttive per l'educazione digitale del prossimo decennio, l'esperienza di Strasburgo ci lascia con un interrogativo profondo: saremo in grado di costruire ambienti digitali che non solo istruiscano, ma che sappiano "leggere" e rispettare l'umanità di chi apprende? La risposta dipenderà dalla nostra capacità di coniugare il rigore della scienza con l'etica della responsabilità. E in questa sfida, l'Università di Foggia ha già
tracciato una rotta chiara.
La Cittadinanza Digitale oltre lo schermo: l'Università di Foggia protagonista a Strasburgo
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Il Learning Sciences Institute dell'Ateneo foggiano al Consiglio Europa per disegnare il futuro dell'educazione digitale: neuroscienze, etica e pedagogia si incontrano nel 2° European Forum on Digital Citizenship Education.