Dottorato, ricerca e lavoro: il Report AlmaLaurea racconta il percorso dei giovani ricercatori dell'Università di Foggia
REPORT ALMALAUREA UNIFG
Laura Marinaccio

Il dottorato di ricerca continua a rappresentare una delle esperienze formative più qualificanti per chi sceglie di investire nella ricerca e nell'innovazione. A confermarlo sono i dati del Report AlmaLaurea 2026 sui Percorsi di dottorato di ricerca e sugli Esiti occupazionali, che fotografano il profilo e il percorso professionale dei dottori di ricerca dell'Università di Foggia, evidenziando una formazione fortemente orientata alla ricerca, all'internazionalizzazione e alla produzione scientifica.

L'indagine ha coinvolto 80 dottori di ricerca che hanno conseguito il titolo nel 2025, analizzandone il percorso formativo, e 45 dottori di ricerca del 2024, contattati a un anno dal conseguimento del titolo, per valutarne gli esiti occupazionali. I risultati restituiscono l'immagine di una comunità accademica dinamica e sempre più inserita nei contesti nazionali e internazionali della ricerca.
Tra gli aspetti più interessanti emerge il carattere aperto e attrattivo dei corsi di dottorato dell'Ateneo. Poco più del 40% dei dottorandi ha conseguito la laurea magistrale all'Università di Foggia, mentre quasi la metà proviene da altri atenei italiani e oltre il 10% ha ottenuto il titolo di studio all'estero. A questo si aggiunge una presenza di studenti internazionali superiore all'11%, a conferma della crescente capacità dell'Ateneo di richiamare giovani ricercatori da percorsi formativi differenti.

La scelta del dottorato nasce soprattutto dalla volontà di approfondire le proprie competenze scientifiche. Quasi l'85% degli intervistati indica come motivazione principale il desiderio di migliorare la propria formazione culturale e scientifica, mentre circa l'80% sceglie il percorso per poter svolgere attività di ricerca in ambito accademico. Oltre sette dottorandi su dieci avevano già maturato questa scelta al momento della laurea e una percentuale analoga ha potuto frequentare il percorso grazie a un finanziamento dedicato.
Il report evidenzia anche un'intensa attività svolta durante il triennio di formazione. Più del 92% dei dottorandi ha partecipato stabilmente ad attività formative organizzate dal proprio corso, mentre il 58% ha trascorso un periodo di studio o ricerca all'estero, esperienza valutata molto positivamente con un punteggio medio di 8,8 su 10. Quasi l'80% è stato coinvolto in gruppi di ricerca e il dato forse più significativo riguarda la produzione scientifica: il 94,9% dei dottori di ricerca ha pubblicato almeno un contributo, nella maggior parte dei casi anche in lingua inglese, confermando una forte vocazione internazionale della ricerca sviluppata all'Università di Foggia.

L'esperienza del dottorato viene giudicata positivamente anche dai protagonisti. L'acquisizione di nuove competenze, l'approfondimento teorico e lo sviluppo delle tecniche di ricerca ottengono valutazioni superiori a 8 punti su 10. Inoltre, il 62% degli intervistati dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe nuovamente lo stesso corso di dottorato nello stesso Ateneo, segnale di un elevato livello di soddisfazione per il percorso intrapreso. Anche sul fronte occupazionale emergono indicatori incoraggianti. A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei dottori di ricerca dell'Università di Foggia raggiunge l'84,8%. La metà degli occupati ha trovato lavoro proprio al termine del percorso di dottorato, mentre oltre il 40% ha proseguito l'attività già avviata durante gli studi. La retribuzione media netta mensile supera i 2.000 euro e oltre l'85% degli occupati svolge professioni ad alta qualificazione intellettuale e scientifica. Più del 60% ritiene che il titolo di dottore di ricerca sia determinante per l'attività professionale svolta e dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze acquisite durante il percorso formativo.
Il settore pubblico rappresenta il principale sbocco professionale, assorbendo circa due terzi degli occupati, mentre la maggior parte continua a lavorare nel Mezzogiorno, contribuendo allo sviluppo del territorio. Una quota, pari a poco più del 10%, prosegue invece la propria carriera all'estero, confermando la spendibilità internazionale delle competenze maturate durante il dottorato.

I risultati a tre anni dal conseguimento del titolo rafforzano ulteriormente questo quadro. Il tasso di occupazione raggiunge infatti il 100%, cresce la quota di chi svolge attività di ricerca in modo prevalente e aumenta anche la percezione dell'efficacia del dottorato rispetto al lavoro svolto, riconosciuta dall'80% degli intervistati.
Nel complesso, il Report AlmaLaurea conferma il ruolo del dottorato dell'Università di Foggia come un percorso capace di formare ricercatori altamente qualificati, favorire esperienze internazionali e accompagnare i giovani verso un inserimento professionale di elevato profilo. Un investimento sulla conoscenza che continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita scientifica, dell'innovazione e dello sviluppo del territorio.