Sigfrido Ranucci all’Università di Foggia

il giornalismo d’inchiesta al centro dell’incontro del 6 dicembre 2025

Ranucci Unifg
Rossana Muscio

L’Università di Foggia si prepara ad accogliere Sigfrido Ranucci, uno dei volti più autorevoli del giornalismo investigativo italiano, per un incontro aperto alla comunità accademica e cittadina che si terrà il 6 dicembre 2025. L’evento rappresenta un’occasione significativa per riflettere sui temi della trasparenza, dell’etica dell’informazione e del ruolo sociale della stampa.

Ranucci, conduttore e autore di Report, porterà a Foggia la sua esperienza maturata in decenni di lavoro sul campo, caratterizzato da inchieste che hanno spesso aperto dibattiti nazionali e contribuito alla crescita della consapevolezza civica. Durante l’incontro, il giornalista dialogherà con docenti, studenti e professionisti, soffermandosi sulle sfide che oggi attraversano il mondo dell’informazione: dalla verifica delle fonti alla lotta contro la disinformazione, fino al rapporto tra giornalismo e nuove tecnologie.

L’iniziativa rientra nel più ampio impegno dell’Ateneo nel promuovere momenti di formazione e confronto aperti non soltanto agli studenti dei percorsi legati alla comunicazione e alle scienze sociali, ma a tutti coloro che riconoscono nel giornalismo una componente essenziale della vita democratica. L’incontro con Ranucci offrirà inoltre l’opportunità di approfondire l’importanza della responsabilità individuale nella costruzione di un’informazione accurata e indipendente.

L'evento all'Università di Foggia è una prima assoluta in Puglia. La serata si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore prof. Lorenzo Lo Muzio e del Presidente della BCC di Canosa Loconia dott. Antonio Sabatino, introdotti da Roberto De Candia, con la presentazione di Micky de Finis.

"Desidero ringraziare il Presidente Antonio Sabatino e la direzione della BCC di Canosa Loconia per la sensibilità dimostrata nella progettazione congiunta di questa iniziativa che vede protagonista un giornalista come Sigfrido Ranucci. La sua testimonianza rappresenta un esempio di integrità e coraggio professionale, qualità che, oggi più che mai, vanno difese e promosse. L'evento sarà anche occasione per una riflessione autentica su quanto la ricerca della verità richieda impegno, sacrificio e profonda responsabilità civile" - dichiara il Rettore Lorenzo Lo Muzio.

"Siamo onorati di essere insieme all’Università degli Studi di Foggia in un evento che abbiamo condiviso per ovvie ragioni. La BCC non è solo una banca ma è anche un soggetto vicino alle classi deboli per promuovere il bene comune, la legalità, la giustizia sociale, la prossimità. L’esempio di Ranucci rispecchia la volontà tenace di riconoscersi sempre al fianco delle fragilità per difendere la verità che a volte il sistema paese nasconde. Ma non bisogna mai dolersi di raccontarla. La verità - diceva Aldo Moro - è sempre illuminante. Aiuta ad essere coraggiosi” - dichiara il Presidente della BCC di Canosa Loconia dott. Antonio Sabatino.

Aprire la stagione degli eventi Unifg per l’anno accademico 2025/26 con la voce di Sigfrido Ranucci significa portare in Università un testimone del coraggio e della complessità del nostro tempo. In quest’ottica, la Terza Missione dell’Università non è soltanto divulgazione, ma costruzione di senso condiviso: il racconto di Ranucci ci invita a guardare oltre le verità comode, a esercitare il dubbio e a mantenere viva la responsabilità di chi osserva e racconta" -  afferma Danilo Leone, Delegato alla Terza Missione e Comunicazione.

La presenza di un professionista di tale rilevanza conferma l’attenzione dell’Università di Foggia verso il dialogo con i protagonisti della cultura nazionale, incentivando una crescita critica che coinvolga l’intera comunità accademica. L’appuntamento del 6 dicembre promette di essere uno spazio di riflessione viva, capace di stimolare domande, favorire competenze e rafforzare il senso di partecipazione civica.

L’invito a prendere parte all’evento è rivolto a studenti, docenti e cittadini interessati, nella convinzione che il confronto diretto con chi quotidianamente opera nel campo dell’inchiesta rappresenti un valore cruciale per comprendere meglio il presente e immaginare le responsabilità comunicative del futuro.