Oggi alle ore 11:30, l’Università di Foggia ospita presso l’Auditorium “Auditorium Bruno di Fortunato” di Palazzo Ateneo la presentazione del catalogo d’arte “Paesaggi inimmaginabili”, dedicato al Maestro Salvatore Lovaglio.
L’evento rappresenta il momento conclusivo di un importante progetto espositivo che, lo scorso anno, ha accompagnato le celebrazioni per il XXV Anniversario della fondazione dell’Ateneo. Inserita nel programma “La città che vorrei”, la mostra ha segnato un significativo punto di incontro tra istituzione universitaria, territorio e comunità, trasformando l’arte in uno spazio di dialogo e riflessione condivisa.
Il catalogo, realizzato dallo Studio Claudio Grenzi editore, raccoglie contributi critici, apparati iconografici e approfondimenti che restituiscono l’intensità e la complessità del percorso artistico di Lovaglio. Non si tratta soltanto di una memoria visiva della mostra, ma di uno strumento di analisi culturale e sociologica sul ruolo dell’arte negli spazi istituzionali e nel tessuto urbano. A moderare l’incontro sarà la giornalista Tommi Guerrieri. Interverranno, tra gli altri, il Rettore Lorenzo Lo Muzio, il Delegato rettorale alla Terza Missione e Comunicazione Danilo Leone, l’Assessore alla Cultura del Comune di Foggia Alice Amatore, la Presidente della Fondazione Apulia Felix Licia Centola, il Presidente della BCC di San Giovanni Rotondo Giuseppe Palladino, il professor Massimo Bignardi, docente di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università di Siena e curatore della mostra, e il sociologo Giovanni Aquilino. Sarà presente lo stesso Maestro Lovaglio.
Un artista tra memoria, paesaggio e visione
Nato a Troia (FG) nel 1947, Salvatore Lovaglio è pittore, incisore e scultore. Dopo la formazione tra istituti d’arte e Accademie di Belle Arti, ha affiancato all’attività creativa un intenso impegno nell’insegnamento e nella promozione culturale. Nel corso della sua carriera ha esposto in numerose città italiane e all’estero, partecipando a importanti rassegne d’arte contemporanea. Al centro della sua ricerca vi è il paesaggio, inteso non come semplice rappresentazione naturalistica ma come spazio interiore, luogo della memoria e della stratificazione emotiva. Le sue opere, attraversate da segni intensi e cromie profonde, trasformano il territorio in esperienza simbolica e collettiva. Paesaggi inimmaginabili ha incarnato pienamente questa visione, coinvolgendo tre sedi cittadine – Palazzo Ateneo, l’Auditorium Santa Chiara e il Palazzetto dell’Arte “Andrea Pazienza” – in un itinerario capace di intrecciare arte, architettura e comunità.
La presentazione di stamattina si configura dunque come un momento di sintesi e rilancio: un’occasione per riflettere sul valore dell’arte contemporanea come strumento di connessione tra università e città, tra memoria e futuro.