Quanto conta una ricerca per la comunità scientifica non si misura soltanto nei risultati che produce, ma anche nella capacità di diventare un punto di riferimento per altri studiosi, alimentando nuove domande e aprendo ulteriori prospettive di indagine. È in questa dimensione che si inserisce il riconoscimento ottenuto da 35 docenti dell’Università di Foggia, inclusi nella classifica internazionale World’s Top 2% Scientists 2026, che individua i ricercatori con il maggiore impatto scientifico a livello mondiale.
A rendere significativo il risultato è anche la varietà delle competenze coinvolte. I docenti dell’Ateneo presenti nella graduatoria operano infatti in settori differenti, dalle scienze odontostomatologiche e mediche alle discipline agroalimentari e veterinarie, fino ad altri ambiti della ricerca. Una pluralità che restituisce l’immagine di una comunità scientifica capace di contribuire al progresso della conoscenza attraverso prospettive e specializzazioni diverse. Tra i nomi presenti nella classifica figurano il Rettore dell’Università di Foggia, Lorenzo Lo Muzio, e i professori Antonietta Baiano e Fabio Gaetano Santeramo. La presenza di studiosi provenienti da aree disciplinari differenti trova conferma anche nella distribuzione dei nominativi all’interno delle categorie considerate dalla rilevazione.
Nel settore Dentistry sono inclusi, oltre a Lorenzo Lo Muzio, presidente del Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche, Nicola Cirillo, Lucio Lo Russo, Domenico Ciavarella e Mario Dioguardi. La Food Science riunisce Antonietta Baiano, Antonio Bevilacqua, Antonio Derossi, Maria Rosaria Corbo e Matteo Alessandro Del Nobile. A questi si aggiungono, nell’ambito Cardiovascular System & Hematology, Massimo Iacoviello, Domenico Paparella e Natale Daniele Brunetti.
Anche le scienze agrarie e alimentari esprimono una presenza significativa, con Agostino Sevi, direttore del Dipartimento di Scienze agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria, Mariangela Caroprese, Marzia Albenzio e Rosaria Maria Teresa Marino. Accanto a queste aree, la graduatoria comprende studiosi impegnati in altri settori, tra cui Gaetano Serviddio, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Alessandro Muscio, Antonio Ventriglio, Giuseppe Guglielmi, Moris Sangineto, Emanuele D’Amico, Agostino Marengo, Francesco Bellanti, Giuseppe Spano, Chiara Porro, Vincenza Conteduca, Gian Maria Busetto, Ugo Giovanni Falagario, Luigi Nappi, Michele Cassano, Andrea Santamato e Massimo Pettoello Mantovani.
La selezione rientra nella rilevazione elaborata da John P. A. Ioannidis e diffusa da Elsevier in collaborazione con la Stanford University. L’aggiornamento del 2026, giunto alla nona edizione, prende in esame le citazioni ricevute nel corso dell’anno solare 2025, sulla base dei profili presenti nel database Scopus al 1° agosto 2026. Il gruppo individuato comprende circa 250 mila scienziati, selezionati tra una platea mondiale di circa 12 milioni di ricercatori universitari e di centri di ricerca. Il dato bibliometrico offre una misura dell'influenza esercitata dalla produzione scientifica, considerando quanto il lavoro di un ricercatore venga ripreso e utilizzato dalla comunità internazionale. Non esaurisce, naturalmente, tutte le dimensioni della qualità della ricerca, ma permette di osservare la diffusione dei risultati scientifici e il loro contributo allo sviluppo di nuovi studi. È proprio su questo aspetto che si sofferma il Rettore Lorenzo Lo Muzio, che sottolinea il valore della conoscenza quando diventa una risorsa condivisa e capace di generare ulteriori avanzamenti.
«Sono orgoglioso di questo risultato perché dà evidenza a un aspetto sostanziale della qualità della ricerca: la capacità di produrre conoscenze sulle quali altri studiosi possano fondare e sviluppare il proprio lavoro», dichiara. «La presenza di 35 docenti dell’Università di Foggia, in ambiti disciplinari diversi, esprime il valore di una ricerca che partecipa al confronto scientifico internazionale e contribuisce a orientare gli sviluppi. È in questa capacità di far avanzare la conoscenza che riconosciamo il senso più profondo del nostro impegno».
Il riconoscimento restituisce così una fotografia della ricerca dell’Università di Foggia attraverso il contributo dei suoi docenti a una comunità scientifica che supera i confini nazionali. Un risultato che valorizza il lavoro dei singoli studiosi e, al tempo stesso, la ricchezza di un Ateneo in cui competenze e ambiti di ricerca differenti partecipano alla costruzione e alla diffusione della conoscenza.