C’è una linea sottile che unisce il silenzio concentrato prima di un assalto e quello che precede un esame universitario. È su questa linea che si muove Marco Mastrullo, studente-atleta dell’Università di Foggia, protagonista di uno straordinario successo internazionale.
Nella tappa di Belgrado del Circuito Europeo Under 23 di sciabola, Mastrullo ha conquistato il gradino più alto del podio, centrando anche la qualificazione ai prossimi Campionati Europei di categoria. Un risultato che non arriva per caso, ma che rappresenta il punto d’incontro tra talento, disciplina e una capacità organizzativa fuori dal comune.
Studente del corso di Economia e Management, Mastrullo non è nuovo a traguardi di rilievo: campione italiano universitario, vicecampione nazionale Under 23 e già protagonista con la maglia azzurra a livello europeo . La vittoria di Belgrado conferma un percorso in continua crescita, costruito giorno dopo giorno tra allenamenti, gare e impegni accademici.
È proprio qui che entra in gioco il valore della “doppia carriera”, uno dei pilastri su cui l’Ateneo foggiano ha investito negli ultimi anni. Il programma dedicato agli studenti-atleti consente infatti di conciliare studio e sport attraverso strumenti concreti: flessibilità nelle date d’esame, possibilità di iscrizione part-time, esoneri e agevolazioni economiche . Un sistema pensato per sostenere chi sceglie di non rinunciare né alla formazione universitaria né alla carriera agonistica.
In questo modello, lo studente-atleta non è un’eccezione, ma una risorsa. L’Università di Foggia promuove infatti un approccio che riconosce nello sport un elemento fondamentale di crescita personale e sociale, favorendo allo stesso tempo l’inclusione e il benessere degli studenti .
Il successo di Marco Mastrullo diventa così qualcosa di più di una vittoria sportiva: è la dimostrazione concreta che eccellere in due percorsi complessi è possibile, se supportati da un ambiente che crede nel merito e nelle potenzialità dei propri studenti. Tra pedane e aule universitarie, il suo percorso racconta una storia di equilibrio e determinazione. E, soprattutto, rappresenta al meglio l’identità di un Ateneo che guarda al futuro formando non solo professionisti, ma persone capaci di affrontare sfide multiple con passione e responsabilità.