Dalla ricerca all'impresa: all'Università di Foggia nasce l'ecosistema che trasforma le idee dei giovani in startup
Start Cup Puglia 2026 - Foggia
Michele Iula

Dallo Startup Lab alla finale di "Capitanata NextGen": la Camera di Commercio di Foggia ha guidato un percorso sostenuto dall'Università di Foggia, da ARTI e da Puglia Sviluppo, con coaching specialistico e strumenti concreti per accompagnare le idee verso il mercato.

Un'idea può nascere ovunque. In un laboratorio universitario, durante una lezione, davanti a un computer o osservando un problema che nessuno ha ancora risolto. La parte più difficile, però, arriva dopo: trasformare quell'intuizione in qualcosa che possa camminare con le proprie gambe, trovare chi la sostenga e creare le condizioni perché possa diventare impresa.

È da qui che parte "Capitanata NextGen", il percorso che ha avuto come capofila la Camera di Commercio di Foggiaed è stato sostenuto dall'Università di Foggia, da ARTI e da Puglia Sviluppo. L'iniziativa, culminata nella finale ospitata nell'Auditorium dell'Ente camerale, si inserisce nel cammino di avvicinamento alla Start Cup Puglia 2026 e al Premio Nazionale per l'Innovazione.

Più che una competizione, la Pitch Session finale ha rappresentato il punto di arrivo di un lavoro iniziato mesi prima. Un percorso che, grazie al sostegno di ARTI, ha aiutato studenti, ricercatori e giovani professionisti a trasformare intuizioni nate nelle aule universitarie in proposte imprenditoriali capaci di confrontarsi con il mercato.

ARTI ha finanziato l'intervento di coach professionisti esterni, che hanno accompagnato i team attraverso call, incontri individuali, sessioni one-to-one e momenti informali di confronto, compresi aperitivi dedicati al networking e alla condivisione delle idee. Occasioni diverse, ma unite dallo stesso obiettivo: mettere alla prova ogni progetto, individuarne i punti di forza e affrontare le criticità prima della presentazione alla giuria.

Un percorso costruito insieme

Sedici proposte iniziali, dieci team selezionati per la finale e una rete di soggetti che ha scelto di investire sul talento dei giovani e sul potenziale d'impresa del territorio.

La Camera di Commercio di Foggia ha coordinato l'iniziativa e costruito il collegamento con il sistema produttivo locale. L'Università di Foggia ha contribuito con le proprie competenze scientifiche e formative, accompagnando i partecipanti nella definizione delle proposte. ARTI, oltre a sostenere il percorso di coaching, ha finanziato il primo premio. Puglia Sviluppo ha invece manifestato la disponibilità a incontrare i team e ad aiutarli a individuare strumenti e opportunità di finanziamento utili a far crescere le idee più promettenti.

Per Donatella Curtotti, prorettrice dell'Università di Foggia, il significato della giornata va ben oltre il nome del vincitore. "L'Università è stata la linfa vitale di questo percorso, insieme ad ARTI, a Puglia Sviluppo e alla Camera di Commercio. Aiutiamo i ragazzi a trasformare i loro sogni imprenditoriali, le loro idee".

Poi aggiunge la frase che meglio sintetizza lo spirito dell'iniziativa. "Uno soltanto proseguirà il percorso verso la finale regionale, ma per noi hanno già vinto tutti".

Perché la vera sfida non è soltanto assegnare un riconoscimento. È costruire un ambiente nel quale i giovani possano acquisire competenze, confrontarsi con professionisti e investitori e immaginare di sviluppare le proprie idee senza dover necessariamente cercare altrove le opportunità per farle crescere.

Dalla ricerca al mercato

Dietro ogni pitch ci sono stati mesi di lavoro che il pubblico della finale ha potuto soltanto intuire. Analisi dei bisogni, revisione dei modelli di business, definizione del mercato, studio dei competitor e preparazione delle presentazioni hanno permesso ai team di trasformare progetti ancora in fase embrionale in proposte più mature.

È questa la filosofia che ha guidato il lavoro della professoressa Annalisa Mastroserio, tra le promotrici del percorso per l'Ateneo.

"Abbiamo supportato i ragazzi per trasformare l'idea in impresa. Ma, come sappiamo, un'impresa ha bisogno anche di liquidità".

Da questa consapevolezza nasce la volontà di costruire una rete che non si esaurisca con la Pitch Session. "L'obiettivo è creare un ecosistema in cui, partendo dalla scienza, dalla formazione e dall'innovazione sviluppata nell'Ateneo, possiamo accompagnare queste idee imprenditoriali grazie anche alla Camera di Commercio e a Puglia Sviluppo, che si è resa disponibile a ricevere i team e ad affiancarli nella ricerca delle opportunità di finanziamento".

Il punto centrale è la concretezza. "Le idee hanno un potenziale enorme, ma hanno bisogno di concretezza. Stiamo iniziando un percorso tutti insieme, con tanti partner, per sostenere le proposte dei nostri giovani e di un territorio che ha tanto potenziale e deve riuscire a esprimerlo".

Parole che definiscono il ruolo dell'Università di Foggia all'interno dell'iniziativa: non capofila organizzativo, ma partner scientifico e formativo di un percorso nel quale la conoscenza può diventare innovazione applicata e, successivamente, impresa.

Le idee raccontano il futuro

I dieci progetti arrivati alla finale hanno affrontato alcune delle principali sfide dell'innovazione contemporanea. Dall'intelligenza artificiale alla blue economy, dall'agricoltura di precisione all'economia circolare, fino alla digitalizzazione della zootecnia, le proposte hanno mostrato come la ricerca possa tradursi in soluzioni concrete per le aziende e per il territorio.

C'è chi ha immaginato un'infrastruttura europea per rendere l'intelligenza artificiale più sicura e accessibile alle piccole e medie imprese. Chi ha progettato strumenti intelligenti per valorizzare il caciocavallo podolico del Gargano attraverso il monitoraggio dei pascoli e la tracciabilità digitale. Chi punta a trasformare gli scarti agricoli in materie prime per i settori della nutraceutica, della cosmetica e della farmaceutica.

Altri team hanno lavorato sulla simbiosi industriale, creando piattaforme capaci di mettere in contatto le aziende che producono scarti con quelle interessate a riutilizzarli. Non sono mancate proposte rivolte al comparto zootecnico, con sistemi digitali in grado di aiutare gli allevatori ad analizzare costi e margini, né soluzioni dedicate alle coltivazioni di macroalghe e allo sviluppo dell'acquacoltura rigenerativa.

Progetti differenti per tecnologie e mercati di riferimento, ma accomunati da una caratteristica: partire da problemi reali per costruire risposte con un possibile valore scientifico, economico e sociale.

Tre premi, tutti a proposte nate nell'Ateneo

La finale ha consegnato anche un risultato particolarmente significativo per l'Università di Foggia. Tutti e tre i riconoscimenti sono stati assegnati a team informali, non ancora costituiti in impresa, che hanno presentato proposte di startup maturate nel contesto dell'Ateneo.

Il primo premio, finanziato da ARTI, è stato assegnato al team STAR BIOBASED, che ha presentato SeeSentinel, una soluzione tecnologica dedicata al monitoraggio delle coltivazioni di macroalghe. Il sistema integra sensori e analisi dei parametri ambientali con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo della blue economy e dell'acquacoltura rigenerativa.

Il Premio Speciale "Radici & Futuro", promosso dalla Camera di Commercio di Foggia, è andato a BRADO, progetto che punta a valorizzare il caciocavallo podolico del Gargano attraverso il monitoraggio intelligente dei pascoli, la tracciabilità del prodotto e una gestione più sostenibile della filiera.

Il riconoscimento "Innovazione al Femminile", promosso dal Comitato per l'Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio, è stato assegnato a RE-SOURCE, piattaforma per l'economia circolare pensata per mettere in contatto le aziende produttrici di scarti industriali con le imprese interessate a utilizzarli come materie prime seconde.

Il fatto che tutti i premi siano andati a proposte universitarie non rappresenta soltanto un successo per i singoli team. È anche la dimostrazione concreta del valore di un percorso che ha messo insieme formazione, accompagnamento professionale e confronto con il mercato.

Un ecosistema che guarda lontano

La finale di "Capitanata NextGen" rappresenta soltanto una tappa. Il risultato più importante è la rete costruita attorno ai giovani e alle loro proposte.

La Camera di Commercio ha guidato l'iniziativa e garantito il collegamento con il territorio. L'Università ha messo a disposizione competenze, ricerca e formazione. ARTI ha sostenuto concretamente il percorso, finanziando sia il coaching sia il primo premio. Puglia Sviluppo potrà offrire ai team un confronto utile per orientarsi tra strumenti regionali, opportunità di crescita e possibili forme di finanziamento.

È questa la vera eredità della giornata. Non soltanto tre riconoscimenti assegnati, ma la consapevolezza che, quando università, istituzioni, agenzie regionali e sistema produttivo lavorano nella stessa direzione, le idee hanno maggiori possibilità di superare la fase progettuale e diventare imprese.

In un territorio che troppo spesso racconta le partenze dei suoi giovani, "Capitanata NextGen" prova a scrivere una storia diversa. Una storia nella quale ricerca, formazione e innovazione diventano strumenti per costruire opportunità, trattenere talenti e immaginare il futuro partendo proprio da Foggia.